Skip to main content

Ingegnere informatico, gestionale, meccanico mmm…

 

“Ciao, sono indeciso tra queste due ingegnerie;

Gestionale perché offre più sbocchi lavorativi rispetto altre ingegnerie ma ho paura che sia solo una “moda temporanea”, inoltre non so se sarei portato per le materie economiche…

Informatica è più difficile ma mi piace un po’ di più di Gestionale, qui ho un lavoro sicuro, inoltre l’informatica esiste da 20 anni ed è in continua evoluzione e non ha mai conosciuto ribassi come facoltà, anche qui ho paura però di diventare un semplice programmatore come nella maggior parte dei casi…

Nella mia situazione, che fareste?”

 

“Io da laureato in ing. inf se dovessi ricominciare rifarei gestionale, purtroppo in questo paese di beep, la laurea in ing. info è troppo sottovalutata le posizioni tecniche sono alla stregua di chi smonta le lavatrici, con la laurea gestionale punti subito alle posizioni di chi gestisce, di chi vende qualcosa di chi si occupa più da vicino dei costi delle commesse delle risorse etc, in un paese di commercianti come l’italia mi sembra meglio.

Poi se sei uno smanettone uno che ha una passione per le tecnologie, l’informatica allora fai pure ing.info.”

 

“vai a gestionale senza pensarci due volte, te lo dico da ing. Elettronico”

 

“Assolutamente gestionale.

hai più sbocchi ed indirizzi lavorativi (aziende IT, banche, amministrazione…) rispetto ad informatica.

è meno difficile, ti laurei prima.”

 

“Concordo con tutti al 100% su gestionale, ti dico che a 30 anni mi farei un master per portarmi verso gli ambiti gestionali visto che con Ing.info le offerte sono tutte per posizioni da programmatore, e gli stipendi da fame.”

 

“Nessuna delle due ti garantisce niente men che meno per come stiamo messi oggi in italia. Per arrivare al top come dici tu servono grandi capacità, sacrificio (soprattutto inizialmente) magari un po’ di culo.

Togliti dalla testa che una laurea sia garanzia di qualcosa.”

 

“Una laurea inossidabile: capace di resistere ai venti della crisi e alla delocalizzazione della produzione.

 

Nonostante la flessione occupazionale registrata per la prima volta nel corso del 2012, i diplomati che decidono di intraprendere un percorso di studi in ingegneria, possono ancora contare su un tasso di assorbimento da parte del mercato pressoché totale.

A distanza di soli 5 anni dalla laurea di secondo livello, risultano infatti occupati ben 93 ingegneri su 100.

Non solo: secondo i dati dell’ultimo rapporto di AlmaLaurea, trascorsi 5 anni dal termine degli studi, i laureati di questo gruppo disciplinare lavorano per lo più con un contratto a tempo indeterminato (nel 76% dei casi) e con la busta paga più sostanziosa nel panorama delle lauree italiane: pari a poco meno di 1.750 euro netti mensili.

Stando ai dati riportati dal rapporto “Occupazione e remunerazione degli ingegneri in Italia”, elaborati dal centro studi del consiglio nazionale di categoria nel 2013, gli indirizzi che in termini assoluti riscuotono maggiore successo da parte delle imprese sono quello elettronico e dell’informazione e l’indirizzo industriale.

All’interno di questi gruppi, i profili più ricercati sono in particolare il progettista meccanico, lo sviluppatore di software e il programmatore informatico, che da soli hanno assorbito poco meno di un quarto delle richieste di ingegneri espresse dalle imprese nel corso del 2012.”

Ilaria Costantini, Ingegneria sì, ma quale? Su gli indirizzi elettronico, gestionale e biomedico, giù civile e ambientale, http://www.repubblicadeglistagisti.it

 

CHE SUPERCAZZOLE!!!

MIGLIOR RISPOSTA

 

Qualunque corso di laurea tu decida di intraprendere, non è importante che tu sia leone o gazzella, inizia a sbatterti!

Fai la valigia e parti da casa, alza il culo e inizia a prendere contatto con la realtà.

Cerca qualcuno che ti insegni il mestiere senza sfruttarti e investi nello studio dell’inglese, oggi imprescindibile per qualunque lavoro serio!

Datti da fare metti passione e sacrificio.

Senza questi ingredienti non sei ne leone e ne gazzella quindi puoi anche evitare di correre.

 

Per il resto c’è Inge UP !!!

 

Pietro Pometti
Responsabile del Percorso Lavorativo per Ingegneri Meccanici

One Comment

  • Vittorio De Lio ha detto:

    Sono uno che si sbatte!!!
    Con la realtà ci vivo costantemente!!!
    Qualche anno fa sono stato 3 mesi a Londra per “parlicchiare” l’inglese perché in Italia i prof. di lingua inglese non insegnano nulla, tranne che quelle regoline banali che tutti conosciamo tutti dalla prima media.
    Per quanto riguarda la mia laurea in ingegneria meccanica ci ho sempre messo passione e riconosco di essere bravo perché ho sempre preso voti alti, infatti mi son laureato con lode…però niente da fare.
    Forse perché ho 37 anni ed ho poca esperienza lavorativa da ingegnere rispetto a qualcun’altro ingegnere, ma ho iniziato a 28 anni l’università e sinceramente ne ho visti tanti di “esperti” che non capiscono un “tubo”, però pazienza anche perché non me ne può fregar di meno.
    Purtroppo per people design sono stato ritenuto insufficiente alla prova tecnica sul Catia e ciò è “brutto assai” perché, si è vero che bisogna essere veloci, dinamici nel disegnare, ma BISOGNA AVERE IL GIUSTO TEMPO PER NON COMMETTERE ERRORI, per non sbagliare, per ben pensare cosa si sta facendo e dove si vuole arrivare.
    Ammetto che ho ancora moltissimo da imparare ed ho voglia di imparare cose nuove e spero che mi venga data la possibilità di dimostrare realmente ciò che sono, perché in un colloquio di 2 ore non si dimostra quasi nulla.

Leave a Reply